"Gli interventi fondamentali al fine di rinaturalizzare un’area devono conciliare sia l’esigenza dell’ambiente naturale che si vorrà formare o mantenere, sia favorire la creazione di spazi coperti di vegetazione alternati a quelli aperti. Essenziale per la realizzazione di ogni progetto è comunque l’utilizzo di vegetazione autocotona, in quanto le specie esotiche hanno spesso spiccato carattere invasivo e rischiano di compromettere il fragile equilibrio di un territorio di cui non sono originarie."

LAGO GABBANA – UNA SFIDA PER UN PAESAGGIO RITROVATO

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Nel mese di Ottobre 2019 come Associazioni ONLUS Legambiente, LIPU e Ambiente Acqua siamo stati coinvolti da un Comitato di cittadini del quartiere in prossimità del Lago Gabbana, tra Via Pirandello e Via Carducci in Comune di Vimodrone, in merito all’avvio dei lavori inerenti il Progetto di riempimento del Lago Gabbana, proposto da Immobiliare Cascina Rodano SRL, in Strada Provinciale n. 160, in area di cava dismessa, riempimento previsto con terra e roccia, già approvato dall’Amministrazione del Comune di Vimodrone.

L’intervento è definito come “Riqualificazione ambientale mediante riempimento del bacino del bacino d’acqua esistente con terra e roccia”. Si tratta di ripristinare l’area anche dal punto di vista paesaggistico, secondo le direttrici del Piano Paesistico Regionale.
I cittadini, residenti in prossimità dell’ambito d’intervento, erano e sono preoccupati in primo luogo del tipo di materiale conferito, del traffico indotto per il trasporto delle terre, dei rumori e polveri che ne deriveranno, in secondo luogo ritengono importante mantenere l’intervento nell’ambito di una riqualificazione dell’intero sito_ ex cava, dismessa dagli anni 1960_ che dovrebbe pertanto prevedere la presenza dell’area umida e la fruibilità al pubblico, riqualificandola come area naturalistica in ambito urbano.

Dal canto nostro, venuti a conoscenza dell’interesse sul progetto e delle preoccupazioni sollevate, abbiamo da subito attivato un coordinamento tra associazioni e con il Comune di Vimodrone – nella persona del Sindaco e dell’Assessore competente_ abbiamo chiesto un confronto con il Comune per arrivare ad un Progetto condiviso, che potesse accogliere le istanze dei cittadini, affinché il progetto fosse una occasione di riqualificazione ambientale dell’area, mantenendo le caratteristiche di area fruibile e naturale, con la conservazione di una parte importante dell’area umida.

Verificata la documentazione agli atti in Comune di Vimodrone, abbiamo constatato che il Progetto di riempimento proposto dalla Proprietà era stato approvato in via definitiva dal Comune da oltre un anno e, pertanto, abbiamo preso atto dell’impossibilità di opporci ad una autorizzazione per il riempimento già rilasciata in via definitiva. Tuttavia, grazie alla concertazione tra Amministrazione del Comune di Vimodrone e Proponente, è stato possibile inizialmente sospendere l’esecuzione dei lavori, in un secondo tempo, partecipare all’istituzione di un Tavolo di Lavoro con lo scopo di fornire al Proponente delle indicazioni progettuali di massima per la riconversione dell’intervento secondo criteri differenti da quelli originali, condivisi dalle Associazioni aderenti.

Il Tavolo è stato coordinato dalla Dott.ssa Agronomo Francesca Oggionni, facilitatore territoriale incaricata da ERSAF nell’ambito del Progetto Life Gestire 2020, presenti il Proponente, nelle persone di Gorla e Caldarelli, il Sindaco Veneroni e l’Assessore Citterio. Non essendo pertanto possibile in alcun modo fermare le attività di riempimento, in merito alle quali le stesse Associazioni si erano mostrate contrariate (nello scopo e nelle modalità), si è ritenuto opportuno, attraverso il Tavolo, provare a fornire indicazioni che valorizzassero  la valenza naturalistica dell’area, riproponendo la sua vocazione originaria (area umida) e tenendo conto del contesto geografico in cui essa è inserita e delle intenzioni dell’Amministrazione di farne una area fruitiva, aperta al pubblico ed accessibile alla cittadinanza tutto l’anno.

L’area è sita in Comune di Vimodrone, nella porzione nord confinante con il Comune di Cologno Monzese, è accessibile da Via Pirandello, così come individuata nella cartografia sotto riportata; ha  una Sf (Superficie fondiaria) di c.ca mq. 73.263, di cui
mq. 28.110 a specchio d’acqua, che il proponente intendeva riempire totalmente con terre e rocce di scavo.

La profondità dello specchio d’acqua è di circa mt. -27,00 dal piano di campagna, mentre la falda acquifera si trova a -11,00 mt. di profondità; si tratta di una falda in superficie. Il Progetto di riqualificazione proposto, individua l’ambito d’intervento per una Superficie d’ambito di c.ca mq. 48.500, su cui insiste lo specchio d’acqua esistente di mq. 28.110.

Le caratteristiche dell’area sono descritte nella Relazione Caratterizzazione della fauna ittica e proposte per interventi di cattura e traslocazione.

Si tratta di un lago di derivazione dall’attività estrattiva di rocce e minerali esercitate in area di falda affiorante. E’ un ambiente che, in assenza di recupero, mostra forme di degrado e, pur non essendo priva d’interesse naturalistico a parer nostro presenta scarpate molto ripide ricoperte da flora avventizia, con scarso popolamento ittico dominato da specie alloctone. La presenza dell’acqua certamente attira specie faunistiche interessanti, volatili e anatidi. Per le specie acquatiche alloctone, si trovano lucioperca, persico trota, trota iridea e carpa, Amur (carpa erbivora). Il sito, a detta degli esperti, mostra comunque un discreto grado di naturalità. La sponda ad Est è caratterizzata da elevata pendenza e forti segni di erosione. A tal proposito, l’erosione delle sponde ci preoccupa, particolarmente in prossimità delle abitazioni. La presenza di idrofite sulla sponda Ovest favoriscono la riproduzione delle carpe e la fitodepurazione naturale delle acque. E’ previsto il riempimento dello specchio d’acqua con materiale inerte, sino al piano di campagna.

LA PROPOSTA di LEGAMBIENTE e delle Associazioni coinvolte al Tavolo. La proposta di Legambiente prevede la ricomposizione paesaggistica ed ambientale del sito mediante la realizzazione di un parco pubblico fruibile, caratterizzato da interventi di forestazione urbana, comprendente la conservazione dello specchio d’acqua, per almeno il 35% della sua superficie complessiva ovvero pari ad almeno mq. 16.975, rispetto all’attuale specchio d’acqua di mq. 28.110.
Dovrebbero essere individuati tre ambiti caratteristici: l’acqua, la radura e il bosco. L’ambito d’area umida è pari a quasi il 35% dell’intera area d’intervento, accettata dal Proponente per una superficie di mq. 15.000, prevede: la messa in sicurezza delle sponde con una loro rimodellazione che riduca le pendenze degli argini là dove risulti necessario, la messa in opera di parapetti in legno lungo buona parte dello specchio d’acqua (per evitare rischio di caduta) in corrispondenza dei percorsi pedonali lungo il lago per consentire la visione dell’acqua e delle specie ivi presenti (piante acquatiche, piante d’argine, specie ittiche presenti).

Condividiamo la scelta della pavimentazione in calcestre.

Mantenendo un’ampia superficie a specchio d’acqua, si valuterà caso per caso il trasferimento della fauna ittica presente, per la massima tutela della stessa. Potrà essere ridotta la profondità del lago, ma dovrà essere garantita la permanenza dell’intera superficie d’umida oscillando per profondità non inferiore a mt. – 1.50: riteniamo in ogni caso che l’area umida debba avere una profondità calcolata puntualmente, in modo da evitare il suo prosciugamento o che vada in asciutta. Potrà essere risagomato anche il terreno in superficie, ma la zona umida non potrà essere inferiore ad una estensione ritenuta congrua, pari a mq. 15.000. ad almeno il 35% della superficie complessiva dell’intervento. La proposta di mantenere la superficie a dell’area umida a mq. 16.975 è stata parzialmente accolta dal Proponente, con la mediazione di ERSAF e Comune di Vimodrone, sino ad una superficie di mq. 15.000.

La radura potrà comprendere prati incolti, con la presenza di fiori di campo autoctoni e specie erbacee differenti, per favorire la presenza degli insetti impollinatori e riportare così un po’ di biodiversità in un ambito che attualmente è degradato e povero. Il bosco dovrà vedere l’inserimento di specie autoctone in quantità significative, per specie di prima, seconda e terza grandezza, rispettando i criteri di biodiversità e con procedura di forestazione urbana.

Potrà accogliere le specie seguenti, a titolo di esempio: Ontano nero, Frassino, Gelso nero e Gelso bianco, Olmo campestre, Acero di monte, Acero campestre, Acero riccio,  Bagolaro, Carpino Bianco, Frassino maggiore, melo selvatico, Pioppo bianco e Pioppo grigio, Pioppo nero e Pioppo tremulo, Ciliegio selvatico, Pado, Rovere e Roverella, Farnia e Salice bianco, Salicone, Salice ripariolo, Salice rosso, Tiglio selvatico; tra le specie arbustive Sambuco, Sanguinello, Biancospino,  Fusaggine, Prugnolo, Nocciolo; fioriture primaverili, come Anemoni (Anemone Nemorosa e Ranuncoloides) e Primule.

Il rafforzamento della biodiversità e naturalità potrà essere ottenuto prevedendo gli interventi specifici che seguono.

Area boschiva, l’area a bosco deve essere considerata in stretta funzione con l’area umida prevedendo la realizzazione di bosco igrofilo misto circostante ben stratificato verticalmente al fine di favorire la nidificazione e lo svernamento. Il bosco igrofilo seguirà la fascia più ripariale sviluppandosi attorno ad essa e dovrà contenere specie baccifere con una produzione di frutti il più distribuita durante l’arco dell’anno.

Area prativa, intorno alla zona umida, nell’area frequentabile dalla cittadinanza, è consigliato adibire una porzione di territorio ad area prativa è possibile costituire zone di transizione, con caratteristiche seminaturali.

Infine, si sottolinea l’importanza dell’impianto di arbusti e della realizzazione di siepi.

Preso atto del progetto in essere di riempimento e trasformazione del sito oggetto dell’intervento e dell’impossibilità di preservare integralmente l’area così come si presenta attualmente, crediamo sia opportuno provare a mantenere la vocazione umida dell’area, anche in considerazione del contesto geografico in cui la stessa si inserisce.

Gli interventi fondamentali al fine di rinaturalizzare un’area devono conciliare sia l’esigenza dell’ambiente naturale che si vorrà formare o mantenere, sia favorire la creazione di spazi coperti di vegetazione alternati a quelli aperti. Essenziale per la realizzazione di ogni progetto è comunque l’utilizzo di vegetazione autocotona, in quanto le specie esotiche hanno spesso spiccato carattere invasivo e rischiano di compromettere il fragile equilibrio di un territorio di cui non sono originarie.

Condizioni per la realizzazione e il mantenimento dell’ambiente umido:

  • mantenimento del laghetto per almeno una superficie minima di975 mq, in accordo con quanto detto da Legambiente e AmbienteAcqua Onlus;
  • addolcimento delle rive scoscese, mettendole in sicurezza per evitare il dissesto del terreno, anche a seguito di precipitazioni intense e consentire la fruizione delle sponde da parte della fauna (anche per la nidificazione);
  • creazione di sentieri non troppo vicini alle sponde, per permettere una fruizione completa dell’area da parte del pubblico, mantenendo sempre la distanza di qualche decina di metri per non disturbare le specie più ripariali;
  • inserimento di barriere di protezione (schermature) in legno o materiali recuperabili per impedire l’avvicinamento all’acqua da parte del pubblico, sia per protezione sia per tutela della fauna, specialmente ornitologica;
  • possibile inserimento futuro di pannelli naturalistici per fini informativi, indicando flora e fauna, per quest’ultima presente e di passaggio.

Per quanto concerne la vegetazione da inserire per il recupero naturale della ex cava parleremo dei seguenti aspetti:

  • specie vegetali per la realizzazione dell’habitat dell’area umida e conseguente differenziazione nelle principali zone;
  • specie arboree dei boschi igrofili;
  • specie arboree, arbustive ed erbacee dell’area non umida

La Relazione inviata dalle Associazioni dettaglia anche la qualità e tipologia delle specie vegetali, erbacee, arboree ed arbustive da inserire.
INFINE, La richiesta da parte del Proponente di procedere con gli interventi utilizzando terre e rocce di scavo, dunque la necessità di trasporto da altri siti del materiale da utilizzare per la rimodellazione del sito, deve necessariamente prevedere trasparenza e completa tracciabilità del conferimento. L’Atto Unilaterale d’Obbligo, già trasmesso dalla Proprietà al Comune di Vimodrone,  prevede:

  • L’installazione di un sistema di videosorveglianza sotto il controllo della Polizia locale;
  • Alla riduzione di ogni criticità derivata da rumori e polveri eventualmente causati;
  • Al rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione di verifiche e campionamenti periodici, per un massimo di quattro all’anno;
  • A cedere al Comune l’area corrispondente allo specchio d’acqua esistete ed attuale;

Pertanto, oltre all’attuazione dell’Atto Unilaterale d’Obbligo già trasmesso dalla Proprietà al Comune di Vimodrone, si renderà necessario redigere un Protocollo per i controlli periodici e a campione del materiale conferito, tra ARPA, il Comune di Vimodrone, il Proponente  – Protocollo di cui Legambiente vuole esserne edotta – precisando che quattro campionamenti l’anno non sono sufficienti. Infine, ai fini di una piena tracciabilità del materiale conferito, in accordo con il Proponente, si dovrà caricare su portale controllato dal Comune un database del materiale conferito, della sua tipologia, della quantità e della sua origine (quale cantiere, indirizzo, ditta); il portale dovrà essere accessibile al pubblico, previo accreditamento.

Come indicazione progettuale, riportiamo la proposta presentata all’ultimo Tavolo di Lavoro, redatta da AmbienteAcqua, rispondente alle indicazioni qui riassunte.

Al fine di favorire il benessere dei cittadini e della biodiversità locale, incrementandone la presenza in un territorio difficile per il suo tessuto densamente urbano.

La presente relazione è redatta in concerto dalle Associazioni scriventi, condivisa nei contenuti e tenendo conto delle premesse iniziali. L’obiettivo degli scriventi è quello di favorire uno sviluppo dell’area prettamente naturalistico ambendo a renderla un’oasi nel tessuto cittadino, seguendo i suggerimenti proposti dalla cittadinanza in sede preliminare. Si è compiuto uno sforzo ampio al fine di poter individuare il più possibile uno svolgimento dei lavori che auspichiamo possa essere rispettato e che porterà ad una rinaturalizzazione dell’area a seguito dell’inevitabile riempimento.

Le linee guida qui riportate, che costituiscono una cornice di indicazioni fondamentali, sono state proposte contestualizzando la tessera paesaggistica della cava all’interno del più ampio paesaggio del Parco Locale di Interesse Sovracomunale “Delle Cave” e soppesando ogni azione al
Riteniamo fondamentale che gli elementi della flora autoctona debbano essere collocati non appena sarà possibile, procedendo per lotti così come il riempimento, al fine di consentirne la crescita col progredire dei lavori e avviare fin da subito il processo di sviluppo biologico dell’ecosistema che prenderà corpo col progredire degli interventi residui.

Riteniamo che tale necessità sia di primaria importanza al fine di garantire ai cittadini la genuinità dell’agire e di ottenere, in chiusura dei lavori, un sistema parzialmente avviato che potrà così maturare in minor tempo. Infine, a seguito del raggiungimento di un accordo a conclusione degli incontri al Tavolo, che vede le suddette linee guida accolte in gran parte nella Relazione e Progetto della Dott.ssa Oggionni, si conferma la volontà delle Associazioni di rendere partecipe la popolazione locale della destinazione dell’area, prima dell’inizio dei lavori, con la presentazione pubblica del Progetto di rinaturalizzazione: eventi pubblici di presentazione del Progetto, in presenza o a distanza, potranno essere programmati rispettando la normativa anti Covid-19. La popolazione dovrà essere informata e coinvolta in più momenti di realizzazione partecipata e di rendicontazione dei lavori eseguiti e da realizzare.

Essenziale per la trasparenza del processo di azione del Progetto dovrà essere l’attivazione, da parte del Proponente e con la collaborazione del Comune di Vimodrone, di un portale di tracciabilità dei materiali conferiti. E’ essenziale anche il monitoraggio continuo, in merito sia ai conferimenti del materiale, sia ai lavori di rinaturalizzazione della ex cava, sia a conclusione dei lavori per lotti, per una verifica puntuale della rispondenza delle opere realizzate al Progetto di Rinaturalizzazione. Infine, sarà necessario monitorare la fase di riempimento, riducendo il transito dei mezzi di trasporto delle terre da scavo a non oltre DUE-TRE mezzi ogni ora, con orario dalle 8.00 alle 20.00 e non oltre, per la riduzione dei rumori.

Per Legambiente Adda-Martesana      

Arch. Mara Leoni        Giuseppe Moretti

Per APS AmbienteAcqua Onlus          

Dott. Andrea Curcio

Per LIPU Sezione Milano

Dott. Elia Mele        Ph Elena Strada           Dott.ssa Elena Bon

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