"Auspico che si possa intervenire con maggiore sensibilità e un occhio di riguardo verso la disabilità, per rispetto di tutti i pedoni e soprattuto di chi ha difficoltà nel muoversi: sarebbe un aiuto a rendere tutti più indipendenti e autonomi."

CAMMINANDO PER VIMODRONE: VIA PADANA

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Muoversi su e giù per Vimodrone; che problema c’è? Lo pensa senza dubbio chi ha buone gambe, pedala o guida liberamente. Tutto cambia però quando perdila libertà di movimento. A volte infatti succede che le gambe, quelle stesse gambe che ti hanno portato in montagna, che ti hanno permesso di pedalare in bicicletta in giro per l’Europa, comincino a perdere colpi e non rispondano più come ti aspetti, ed è allora che sorgono i problemi e si guardano le cose in modo diverso.

Quando il marciapiede diventa la tua “strada”, al pari di un automobilista lo vorresti liscio, senza buche o impedimenti (a cominciare dai gradini); devo tuttavia osservare che spesso le “scatole” a quattro ruote ricevono più attenzione degli umani. Soprattutto di chi ha problemi e cammina con un bastone, un deambulatore o in sedia a rotelle.

Prendiamo ad esempio la via Padana Superiore.

Nel tratto che cade nel territorio di Vimodrone ha in alcuni punti dei problemi che evidenziano queste difficoltà.

Il tratto di marciapiede che inizia dalla ex-trafili e permette di arrivare al cimitero è, come dire, incompleto, a tratti sterrato e con buche evidenti. Per non correre rischi è meglio passare dalla piazza Vittorio Veneto e proseguire in via delle Rimembranze, ma così facendo si triplica il percorso.

Il tratto sulla padana sarebbe molto più corto  e semplice, se solo fosse agibile. e sicuro.

Un altro punto pericoloso è quello che parte dalla rotonda dell’Aragosta verso il centro del paese; anche questo tratto non è illuminato, dunque è più che mai sconsigliato la sera, quando non si sa dove si mettono i piedi ed anche quando piove: difficile rimanere all’asciutto o comunque non centrare qualche pozzanghera.

Chi avesse poi la malaugurata idea di non volere prendere la via sulla destra che porta alla via XI Febbraio per proseguire sulla Padana in direzione centro paese, dovrà avere una buona dose di coraggio e di fortuna.

Questo perché semplicemente il marciapiede non esiste e si cammina sul bordo della strada delimitato solo da una striscia bianca: ogni volta che ti sfiora un tir senza che succeda nulla ringrazi i tuoi santi. Se invece preferisci non correre rischi devi allungare il tragitto prendendo la via XI Febbraio per tornare sulla Padana all’altezza del negozio di moto.

Sarebbe giusto pensare anche alle persone che vorrebbero utilizzare questi stessi tratti ma non possono perché il la carrozzella, il carrello per la spesa o la carrozzina con i bimbi “a bordo” lo impediscono.

Sempre sulla Padana risulta problematico il tratto di strada che partendo dalla stazione dei Carabinieri arriva fino a Formentini: manca il marciapiede. Questo tratto diventa anche molto pericoloso quando si attiva la fermata sostitutiva della MM2: si vedono le persone che scendono dal pullman camminando sul bordo della strada senza alcuna segnalazione evidente verso coloro che passano in auto o, peggio, attraversare la strada senza strisce, che nei paraggi della fermata non ci sono.

Anche qui sta poi succedendo quello che avviene per lo più dove il verde non è protetto: le auto vengono parcheggiate non più lungo la strada, ma sempre più nell’erba.

Molti di quelli che ho segnalato sono problemi vecchi, che molte amministrazioni hanno avuto modo di verificare, senza fare interventi. Auspico che si possa intervenire con maggiore sensibilità e un occhio di riguardo verso la disabilità, per rispetto di tutti i pedoni e soprattuto di chi ha difficoltà nel muoversi: sarebbe un aiuto a rendere tutti più indipendenti e autonomi.

Enzo Avellis

Enzo Avellis

Artista

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