"Come si è estinto il Vaiolo? Non grazie a delle cure mediche, non grazie alle migliori condizioni igieniche (che sono comunque ovviamente importanti) ma grazie alla vaccinazione!"

VACCINAZIONE COVID E PANDEMIA

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Il vaccino questo sconosciuto…

Come medico e come cittadino non vedevo l’ora che ciò avvenisse, è già un traguardo straordinario che nel giro di 8-10 mesi varie aziende siano state in grado di produrre, testare e distribuire vaccini anti-covid. 

Un obiettivo non di poco conto considerando la pandemia globale e il numero di persone che devono essere vaccinate. Sarebbe la più grande vaccinazione di massa di tutta la storia!

Aldilà di tutte le storie, leggende, fake news e delle opinioni personali la vaccinazione è fondamentale.

La vaccinazione è talmente ormai sedimentata in tutte le persone che spesso dimentichiamo la sua importanza e dimentichiamo soprattutto che tutti l’abbiamo fatta da bambini.

Attualmente in Italia l’obbligo vaccinale esiste, secondo la nuova legge del 2017, per dieci vaccini (anti-poliomelitica; difterica; tetanica; epatite B; pertosse;  Haemophilusinfluenzae tipo B; morbillo; rosolia; parotite; varicella). Grazie a queste vaccinazioni sono stati salvati da morte certa o da malattia severa milioni di persone in tutto il mondo da quando nel 1796 un medico “di campagna” inglese Edward Jenner “inventò” e utilizzò tale metodica per sconfiggere il vaiolo che ogni anno in Europa mieteva circa 400.000 vittime. Dai suoi studi emerse l’importanza delle vaccinazioni.

Prendiamo come esempio proprio due tra le maggiori e severe malattie virali: la Poliomielite e il Vaiolo

Sicuramente tutti ne hanno sentito parlare, il Vaiolo è stato considerato estinto e scomparso nel 1979 quando l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha certificato che tale malattia, le cui origini risalgono al secondo millennio avanti Cristo (ne sono state trovate tracce su mummie egiziane), è stato completamente eradicato dalla terra.

Come si è estinto il Vaiolo? Non grazie a delle cure mediche, non grazie alle migliori condizioni igieniche (che sono comunque ovviamente importanti) ma grazie alla vaccinazione!

Dal 1981 in Italia, e più o meno nello stesso periodo in tutti gli altri paesi del mondo, la vaccinazione contro il Vaiolo non è più obbligatoria proprio perché il Vaiolo non esiste più (alcuni ceppi virali sono conservati per motivi di studio e ricerca nel famoso CDC di Atlanta e in un altro centro in Russia).

Senza la vaccinazione tale malattia esisterebbe ancora e mieterebbe milioni di vittime. Purtroppo lo stesso non è stato possibile per altre malattie che, pur non essendo state eradicate, sono, grazie alle vaccinazioni, perfettamente sotto controllo.

La Poliomielite, altra malattia terribile, che negli anni ’40 e ’50 uccideva o paralizzava oltre mezzo milione di persone ogni anno al mondo. Nel 1963 è partita una vaccinazione mondiale di massa che ha consentito di eradicare la malattia in Europa e di ridurre drasticamente i casi nel resto del mondo.

La Poliomielite non è estinta ma grazie alla vaccinazione di massa, tra l’altro con vaccino per via orale facilmente gestibile (ricordate lo zuccherino che da bambini ci propinavano negli ambulatori sanitari?), l’incidenza annuale è di poche centinaia di casi limitati soprattutto nei paesi più poveri con disagiate condizioni igienico-sanitarie.

Noi tutti consideriamo normale vaccinare i bambini e vaccinarci annualmente contro l’influenza, specie le persone più anziane e fragili, perchè non dovrebbe essere lo stesso per il Covid?

Bisogna comprendere che si tratta di una normalissima vaccinazione come quella dell’influenza e non ci sono rischi particolari se non gli stessi della vaccinazione antinfluenzale. Il vaccino non contiene il virus ma solo un frammento dello stesso (nello specifico parte del suo m-RNA nei vaccini Pfizer e Moderna che sono i primi approvati) e quindi non può causare la malattia ma solo stimolare la produzione di anticorpi specifici da parte del nostro sistema immunitario in modo che ad un eventuale contatto col virus “vero” il nostro organismo contiene già le cellule anticorpali in grado di debellarlo, impedire l’infezione e probabilmente (ma questo è ancora oggetto di studio) impedire anche il passaggio ad altri esseri umani.

Personalmente non mi sono mai vaccinato per l’influenza ma quest’anno ho deciso di farlo e tanto più ho deciso di fare, appena disponibile, la vaccinazione anti-Covid come quasi tutti i sanitari (attualmente il vaccino anti-covid non è obbligatorio).

Il vaccino utilizzato per noi sanitari è stato quello della Pfizer che deve essere somministrato in due dosaggi distinti a distanza di 21 giorni l’uno dall’altro. La mia prima vaccinazione l’ho effettuata il 9 gennaio. Prima dell’iniezione viene fatto compilare un questionario in cui segnalare eventuali patologie note di una certa importanza ed eventuali allergie e reazioni avverse ai farmaci. Successivamente si viene visitati da un medico che raccoglie il questionario e verifica se ci sono controindicazioni all’iniezione e/o la necessità di una pre-medicazione nel caso di soggetti con allergie note o reazioni note anche ad altri vaccini.

Fatta questa pre-valutazione viene eseguita la vaccinazione con una banalissima iniezione  intramuscolare sul muscolo deltoide del braccio (il muscolo vicino all’articolazione della spalla). Dopo l’iniezione viene chiesto precauzionalmente di restare per almeno 15 minuti nell’ambulatorio per effettuare immediate contromisure mediche nel caso di reazioni allergiche più o meno severe. Personalmente io e i miei colleghi abbiamo vissuto tale momento in modo veramente piacevole, eravamo tutti sicuramente emozionati, anche senza darlo a vedere, però la sensazione era quella di avere finalmente una via di uscita dall’incubo che ci attanagliava da oltre un anno (il nostro era ed è un ospedale covid dove abbiamo visto di tutto!).

Una vera sensazione di sollievo e anche di convivialità quasi a scaricare la tensione accumulata in questi lunghi mesi. Personalmente non ho avuto nessun effetto collaterale se non una lieve dolenzia al braccio nella sede dell’iniezione, dolenzia che si è prolungata per un paio di giorni ma niente di più di ciò che mi era già capitato nella vaccinazione antinfluenzale classica effettuata un mese prima.

Nel nostro ospedale sono state fatte circa 800 vaccinazioni e non vi è stato alcun caso di reazione allergica grave. Alcune persone hanno avuto una febbre molto lieve nella prima giornata, alcuni un pò di stanchezza, ma nella maggior parte dei casi non vi è stato alcun effetto collaterale. La stessa risultanza con scarsi o nulli effetti collaterali sono stati evidenziati anche da tutti gli altri amici e colleghi vaccinati sia in ospedali lombardi sia nelle altre regioni italiane. In definitiva un vaccino assolutamente sicuro sotto tutti i punti di vista.

A distanza di 21 giorni esatti mi è stata fatta la seconda inoculazione con le stesse procedure. In questa seconda inoculazione vi sono stati alcuni modesti effetti collaterali (come la letteratura scientifica in tutto il mondo aveva già segnalato). Ho avuto anche in questo caso una modesta dolenzia al braccio nella sede dell’iniezione verso la sera. Nella prima notte dopo l’iniezione ho avuto un po’ di febbre, circa 38°, che ho controllato senza alcun problema ulteriore con una compressa di tachipirina. Nella giornata successiva all’iniezione ero abbastanza stanco ma niente altro di importante. Anche alcuni miei colleghi hanno avuto una sintomatologia simile ma comunque limitata a 1-2 giorni, alcuni hanno lamentato cefalea, sporadicamente nausea e una maggiore stanchezza rispetto alla prima vaccinazione.

In ogni caso anche in questa seconda fase, sia pure in modo diverso rispetto alla prima, la maggior parte delle persone vaccinate non ha avuto alcun sintomo e soprattutto nessuno di quelli vaccinati da noi ha sviluppato alcuna grave sintomatologia che abbia richiesto particolari terapie mediche o addirittura il ricovero.

In definitiva che dire? Vaccinatevi tutti, vaccinatevi senza timore e vaccinatevi al più presto (questo ovviamente è compito delle istituzioni), è l’unico modo per minimizzare i rischi derivanti dalle mutazioni del virus e uscire finalmente da questa maledetta pandemia!

Buona vaccinazione a tutti!

Vincenzo Cerreta

Vincenzo Cerreta

Medico Ospedaliero

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